27 febbraio 2011

L'Albergo Diffuso Riconosciuto come Azienda Alberghiera

L’introduzione dell’albergo diffuso ha sfiorato l’unanimità ed è ormai legge. L'Assemblea regionale della Valle d’Aosta ha approvato, con 26 voti favorevoli e 5 astensioni (Alpe), il disegno di legge che modifica le disposizioni in materia turistica ed urbanistica. Il testo legislativo, che si compone di cinque articoli, modifica una serie di leggi e introduce, tra gli altri, nell'ordinamento regionale che definisce l'attività ricettiva alberghiera e ne classifica le aziende (legge 33/1984) la fattispecie dell'albergo diffuso nella famiglia delle aziende alberghiere. 


L’obiettivo è quello di garantire il miglior utilizzo del patrimonio edilizio esistente e il recupero degli immobili in disuso. Per il testo legislativo sono alberghi diffusi le aziende che «forniscono alloggio e altri servizi alberghieri in camere dislocate in più stabili esistenti ubicati in un ambito territoriale definito e integrati tra loro dalla centralizzazione in un unico stabile dell’ufficio ricevimento, nello stesso o in altro stabile delle sale di uso comune e, eventualmente, degli altri servizi offerti». 


Il relatore in Consiglio regionale del disegno di legge Mauro Bieler (Uv) ha sottolineato come le principali modifiche siano state realizzate tenendo conto delle richieste delle associazioni di categoria, evidenziando anche come il testo approvato modifichi la durata dei mutui concessi a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali, che passa da 15 a 20 anni. 


Favorevoli...
Il provvedimento in particolare piace alla locale associazione albergatori (Adava) in virtù del fatto che rende possibile ampliare la propria ricettività a costi più contenuti, potenziando, fra l’altro, «quelle località troppo piccole per fare vivere un albergo tradizionale» come fatto notare dalla Presidente di Adava Silvana Perucca. Il testo  è stato accolto positivamente anche dalle società di impianti a fune in quanto, mettendo anche in valore numerose seconde case attualmente inutilizzate, permette finalmente recuperare quel gap di posti letto che da tempo pesa sui bilanci, e, infine, il Ddl è gradito ai Comuni valdostani che vedono nel nuovo strumento turistico un importante volano per consentire lo sviluppo di piccole realtà, rivitalizzandone i borghi. 
Una convinzione così forte che l’assemblea del Consorzio degli enti locali, guidata da Elso Gerandin, ha già sollecitato la Regione a legiferare anche in materia di «Paese albergo», in virtù dell’esperienza già sviluppata a Saint-Marcel. 


Preoccupati...
Critiche particolarmente circostanziate sono arrivate dai banchi dell’opposizione anche se all’interno di una cornice tutto sommato gradita. Il Vicepresidente del Consiglio Albert Chatrian (Alpe) ha affermato che «la leva che assume più peso è la possibilità che gli ampliamenti siano realizzati anche con più interventi, purché l'incremento complessivo non superi il 40% esistente alla data del 31 marzo 2010, proprio per dare risposte alle piccole strutture». «Con grande rammarico – ha però poi aggiunto Chatrian - non abbiamo potuto esprimere un parere positivo al disegno di legge, soprattutto per la possibilità di cambiare la destinazione d'uso di qualsiasi ampliamento in RTA frazionate e la sostituzione del fabbricato anche in un Comune diverso, realizzato ex novo o con un recupero senza applicazione di sanzioni amministrative. Siamo contrari alle seconde case sulle piste da sci. Siamo comunque consci che con il disegno di legge si dà impulso a numerose risposte di cui il settore necessitava». «Speriamo – conclude il consigliere di opposizione non rinunciando ad una punta di polemica - che sui due ultimi punti non ci siano già i nomi dei beneficiari». 


Il quadro
La nuova struttura turistica si inserisce in un sistema ricettivo particolarmente variegato che attualmente nella piccola Vallée può contare su 422 alberghi (di cui 2 a cinque stelle), 82 affittacamere, 12 bed & breakfast, 66 Rta (Residenze turistico alberghiere), 33 Cav (Case appartamenti vacanze), 47 campeggi, 76 case per ferie, 9 ostelli della gioventù, 48 agriturismo, 54 rifugi alpini. Per un totale complessivo di 53.249 posti letto.


Il Paese-Albergo

A Saint-Marcel piace il Paese-Abergo

Il Paese albergo è una nuova forma di ricettività sostenibile che propone una gestione collettiva dei posti letto disponibili sul territorio comunale affittando case, appartamenti e alloggio che altrimenti rimmarrebbero sfitti.  A Saint-Marcel vede l’impegno di dieci soci fondatori raggruppati nell’associazione Tourbiillet. L'idea di “risparmio” del territorio è stata premiata con la Bandiera Verde di Legambiente nel 2007. «In questo modo il turista – si legge sul sito internet dell’associazione - diviene ospite dell’intera Comunità nella quale può ritrovare quel calore familiare e quell’autenticità delle relazioni che oggi manca soprattutto nella vita frenetica dei grandi centri. L’accoglienza dell’ospite non si limita solamente al suo alloggiamento in comode camere, ma si cerca di accoglierlo in un senso più ampio». Per saperne di più clicca qui.  


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