16 gennaio 2015

#Findomestic: il consumo dei beni durevoli in Valle d'#Aosta

In termini di reddito pro capite, la Valle d’Aosta resta, anche nel 2014, la regione più ricca d’Italia, con 22.316 €. Una cifra superiore di quasi 4.450 € a quella media nazionale (17.875 €). Rispetto al 2013, si ravvisa una crescita dell’1,1%.
L’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli ha presentato ieri a Torino i principali dati emersi sulla situazione valdostana. La spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli si è attestata a 148 milioni € (+4,0% rispetto al 2013, quando era stata pari a 142 milioni €).

I settori di spesa

 Auto e moto – Il comparto riporta un salto in avanti dell’12,5% per le auto nuove (volume di vendite pari a 38 milioni €), un aumento del 6,3% per i motoveicoli (2 milioni la spesa totale) e, del 4,5% per le auto usate (56 milioni di spesa complessiva).

Mobili – Si trova invece in discesa il comparto dei mobili (-1,2%), per cui gli abitanti della Valle d’Aosta hanno speso complessivamente 24 milioni €.

Elettrodomestici grandi e piccoli – Il mercato degli elettrodomestici (+0,8%) evidenzia una crescita più contenuta rispetto alla media nazionale (+1,1%). La spesa si è attestata a 14 milioni €.

Elettronica di consumo – Tra le varie categorie la riduzione più ampia riguarda l’elettronica di consumo, che fa segnare un calo di acquisti del -6,3% e volumi complessivi di spesa di 8 milioni €.

Prodotti Informatici – Risultati negativi per il comparto dell’informatica che ha registrato tra il 2013 e 2014,una flessione di 4,9 punti percentuali, portando la spesa complessiva a quota 6 milioni €. 

Alcune tendenze che si riscontrano anche in Valle d’Aosta

In occasione del trentesimo compleanno di Findomestic l’azienda ha analizzato e messo a confronto comportamenti d’acquisto e valori dei 30enni di oggi e dei 30enni di 30 anni fa. Si tratta di due universi distanti e distinti: nati e cresciuti in una realtà in espansione, i sessantenni odierni aspiravano a diventare qualcuno, tramite percorsi di vita stabili e tappe pianificate. I giovani di oggi vivono in una condizione di costante cambiamento, senza possibilità e prospettive di sviluppo, respirano scetticismo, sono costretti a fenomeni di adattamento continui. In questo contesto di precarietà si ampliano a dismisura le possibilità di scelta. Diventa premiante l’esperienza acquisita attraverso percorsi esplorativi, le scelte divengono instabili e fluttuanti. Quello che conta non ė più il possesso di un bene, ma l’esperienza che questo fornisce. Il motto dei trentenni odierni potrebbe essere “scopro dunque esisto”, per i trentenni di allora era “solidi e sicuri”.

I giovani di oggi vedono le spese per trasporti incidere maggiormente sui loro budget, trent’anni fa era il mutuo. Seguono per i trentenni di oggi le spese per un eventuale mutuo o affitto e, quindi, quelle per il cellulare e le ricariche/internet.

Le priorità per i trentenni e i sessantenni sembrano non essere troppo diverse ma presentano alcuni significativi scostamenti: i giovani di oggi vedono come prioritaria la stabilità del posto di lavoro, seguita dalla famiglia e della salute. I 30enni degli anni ’80, invece, mettevano in testa la famiglia e appena sotto la stabilità del posto di lavoro e l’avere una casa di proprietà, bene sempre più inaccessibile per i giovani di oggi, scivolato al 4° posto nella classifica delle loro priorità.

I giovani di oggi cercano acquisti facili da fare, leggeri da mantenere e semplici da restituire e le formule di consumo che sono compatibili con questo tipo di fruizione sono le formule low cost, l’e commerce, la sharing economy e il cloud shopping.

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