25 giugno 2015

Edy Incoletti (#Confindustria Valle d'#Aosta): «il lavorare insieme deve diventare una prassi consolidata»

da sinistra Vicquéry, Nicoletta, Sarica, Gerard e Incoletti
A chiusura di un anno di confronti e collaborazioni informali, i gruppi giovani di Adava, Coldiretti, Confartigianato, Confcommercio e Confindustria hanno ravvisato la necessità di individuare delle linee guida comuni per tutte le loro iniziative. E' nato così il Manifesto «Una proposta per il futuro» cheè stato presentato nei giorni scorsi in occasione della Giornatadell'Economia, presso l'Università della Valle d'Aosta, in cui sono intervenuti con una forte comunione di intenti Filippo Gerard (Adava), Alessio Nicoletta (Coldiretti), Laurent Vicquéry (Confartigianato), Angelo Sarica (Confcommercio) e Edy Incoletti (Confindustria). Proprio con quest'ultimo, che da pochi giorni ha concluso il suo impegno da Presidente, abbiamo approfondito i contenuti del manifesto e del programma. L'articolo è già stato pubblicato sul Corriere della Valle.

Di cosa si tratta?
Circa un anno fa abbiamo iniziato ad avere degli incontri informali tra i vari presidenti dei gruppi giovani regolarmente costituiti delle varie associazioni imprenditoriali valdostane. Dopo un anno di incontri e discussioni ci siamo resi conto che tutti indipendentemente l'uno dall'altro portavamo avanti dei progetti - con la scuola in particolare - molto simili, con lo stesso fine e lo stesso obiettivo ovvero cercare di insegnare la cultura di impresa nelle scuole e in qualche modo trasmettere a tutti gli studenti quello che è il valore del territorio valdostano. Abbiamo capito che era inutile continuare a portare avanti queste iniziative ognuno per proprio conto e attraverso un documento condiviso abbiamo cercato di mettere insieme le forze per poter presentare progetti comuni.

 Ed è così nato il manifesto...
Esatto. Questo Manifesto è una traccia che abbiamo voluto lasciare per chi ci sostituirà in futuro. Tutte le nostre cariche sono a tempo e assolutamente non vogliamo che questa iniziativa sia legata alla permanenza di un presidente piuttosto che dell'altro a capo di un'organizzazione. Abbiamo così lasciato qualcosa di condiviso e comune che possa durare nel tempo.

Il documento si divide in due parti: manifesto e programma. Cosa possiamo dire sul manifesto. Sono cinque le parole chiave...
Sarebbe più corretto parlare di sei ma ne diremo meglio più avanti. Le cinque parole a cui accenna lei sono giovani, imprese, politica economica, scuola e territorio. Sono i temi sui quali ci vogliamo concentrare. Facciamo tutti parte di associazioni imprenditoriali che si occupano di vari argomenti e come gruppi giovani abbiamo la delega ad occuparci di tutto quello che è il mondo della scuola e dell'istruzione. Però siamo anche parte di associazioni che si occupano di imprese, di aziende e di politica economica. La sesta parola, quella più importante, è “insieme” che si trova alla fine del manifesto in quanto soltanto così riusciremo ad avere quella massa critica utile a fare dei progetti e ad avere un impatto sulla politica e sulla società valdostana.

Il programma si struttura su tre parti. La prima è insegnare il territorio... 
E' quella fondamentale. E' qualcosa che già facciamo nelle varie scuole dove andiamo, dalle elementari alle superiori, e cerchiamo di trasmettere la cultura di impresa ed insegnare delle competenze che normalmente non vengono insegnate, questo con l'obiettivo di creare dei cittadini migliori, più pronti ad entrare nel mondo del lavoro e, soprattutto, delle persone che sanno cosa succede dietro ai muri delle imprese, aspetto che non è così scontato.

Gli altri due verbi importanti sono comunicare e intraprendere...
Comunicare il territorio è l'altro principio fondamentale. Noi ci siamo resi conto che spesso i ragazzi non sanno cosa hanno intorno. Recentemente ho fatto un intervento in una scuola superiore in cui molto banalmente ho fatto vedere i loghi di alcune aziende presenti in Valle. Ho scoperto che i ragazzi non conoscevano neppure alcuni marchi che sono di multinazionali di fama mondiale. Questo è abbastanza preoccupante in quanto i giovani escono dalle Superiori e non hanno neanche idea di quali possono essere le loro opportunità. Vogliamo quindi promuovere il territorio valdostano con tutte le sue caratteristiche e le sue qualità.

Quindi un comunicare che aiuta l'intraprendere...
 Che aiuta le imprese esistenti, ma soprattutto che potrebbe costituire uno stimolo a far nascere nuove aziende. Se uno è consapevole di quello che gli sta intorno e che può offrire come prodotto specifico potrebbe anche decidere di offrirlo sotto una forma imprenditoriale.

Che cosa vi aspettate da questa vostra iniziativa? 
L'iniziativa ha due fini principali. Il primo è quello di cercare di unire un po' le forze per migliorare i progetti singoli che attualmente vengono portati avanti dalle varie associazioni. Il secondo – che se vogliamo è racchiuso nell'ultimo punto del nostro programma cioè l'intraprendere – consiste in una concreta richiesta alla politica di ristrutturazione dell'incubatore valdostano. Vogliamo dire alla politica e alla società valdostana che c'è una nuova risorsa che possono sfruttare e che alle spalle ha l'esperienza di centinaia di aziende, ma che soprattutto può contare su dei network nazionali che su queste tematiche lavorano quotidianamente e possono offrire un valore che è ineguagliabile.

Una proposta pratica non soltanto intenti...
Noi vogliamo un rilancio dell'economia valdostana e siamo convinti che questo rilancio debba necessariamente passare attraverso l'incremento delle nuove imprese e soprattutto la nascita di idee innovative che possano portare nuove competenze e nuovi modi di sviluppare le imprese in Valle d'Aosta. L'incubatore di Aosta è un ottimo strumento tuttavia i risultati che ha avuto sino ad ora potrebbero essere decisamente migliorati se venissero seguite alcune linee guida che noi abbiamo fornito in questo documento. In particolare la nostra proposta verte nel trasformare l'incubatore da generalista come è ora in un incubatore specifico focalizzato sul tema del turismo non come capacità ricettiva ma come un insieme di tecnologie e servizi per il turismo. Quindi sempre aziende manifatturiere e di servizi ma con un fine comune condiviso.

Il vostro è stato anche un cammino di reciproca conoscenza e si è percepito la solida intesa che è nata fra voi mentre presentavate il documento...
C'è stato un bellissimo cammino personale. Ci siamo incontrati all'inizio forse per caso. Abbiamo iniziato tra presidenti di alcune associazioni invitandosi a reciproche iniziative anche meno istituzionali. Da lì è nata un'amicizia che ci sta legando ed una voglia di lavorare insieme.

Quali sono i prossimi passi?
Estremante operativi. Vogliamo portare avanti questi progetti in modo comune. Per fortuna partiamo già da un'ottima base in quanto i progetti sono già in piedi anche se gestiti dalle singole associazioni. Il primo passo sarà quello di coinvolgere tutte le altre associazioni nei differenti progetti per avere un aiuto ed arrivare là dove come singola associazione non si riesce ad arrivare. Il secondo sarà quello di organizzare delle iniziative innovative che singolarmente non era possibile, ma tutti insieme avrà un impatto ed un significato diverso.

 Qual è il sogno imprenditoriale da realizzare? Magari da qui ad un anno...
L'auspicio è abbastanza ovvio. Vorrei che questa iniziativa per il momento partita soltanto come progetti per il futuro si concretizzasse e diventasse una prassi consolidata il fare le cose insieme. Sono fiducioso che chi mi succederà alla carica di Presidente così come nelle altre associazioni. Porterà avanti questo discorso in quanto è stato condiviso con tutti i gruppi e sono molte le persone che ci hanno lavorato e può diventare davvero qualcosa di concreto.

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