22 novembre 2017

L'economia della Valle d'#Aosta secondo Banca d'Italia

Ieri mattina il direttore della filiale regionale di Banca d'Italia, Angelica Pagliarulo, ha presentato con il suo staff il tradizionale aggiornamento congiunturale del rapporto dedicato all'Economia della Valle d'Aosta. Proponiamo la sintesi che apre il rapporto la cui versione integrale è disponibile online.

Nella prima parte dell'anno l'economia valdostana ha mostrato segnali di miglioramento. Nell'industria l'attività è in recupero, trainata dall'aumento della domanda interna e dalla ripresa di quella estera. Vi si è associata una moderata intensificazione dell'accumulazione di capitale, anche se la propensione all'investimento rimane ancora in media contenuta.
Anche nei servizi il quadro congiunturale è stato nel complesso positivo. Vi ha ancora contribuito il settore turistico: la crescita delle presenze, avviatasi nel 2015, è proseguita nei primi otto mesi dell'anno, sia per la componente nazionale sia per quella straniera. 
Per contro, nelle costruzioni la lunga fase negativa non si è ancora interrotta, per la debolezza della domanda e dell'attività sia nel comparto residenziale sia in quello pubblico. Nel mercato immobiliare le transazioni sono ulteriormente cresciute, anche se a ritmi inferiori rispetto allo scorso anno, e i prezzi sono rimasti stabili.
Come nel biennio precedente, nel primo semestre l'occupazione in Valle d'Aosta si è ridotta, in controtendenza rispetto alla dinamica positiva a livello nazionale. L'andamento negativo si è concentrato nel settore delle costruzioni e nel lavoro autonomo. In presenza di un calo della partecipazione al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione è rimasto sostanzialmente invariato, su livelli storicamente elevati per la regione.
Nel primo semestre dell'anno si è consolidata la ripresa del credito, avviatasi nel 2016. L'andamento positivo è ancora riconducibile prevalentemente alle famiglie consumatrici. Per contro, è proseguito il calo dei finanziamenti alle imprese, frenati dalla perdurante debolezza della domanda. La dinamica del credito ha continuato a essere differenziata tra i comparti di attività economica, con un'ulteriore flessione nella manifattura e nelle costruzioni e un nuovo aumento nei servizi. Il tasso di deterioramento del credito è rimasto sostanzialmente stabile.
I depositi bancari di famiglie e imprese valdostane sono ulteriormente aumentati nei primi sei mesi, anche se a ritmi inferiori a quelli dell'anno precedente. È ancora calato il valore di mercato dei titoli a custodia depositati dalle famiglie presso le banche. È proseguita la ricomposizione tra le diverse tipologie di strumenti finanziari, con un nuovo aumento delle quote di fondi comuni e una diminuzione dei titoli di Stato e delle obbligazioni bancarie e non bancarie.

Venerdì 24 novembre Maria Lucia (#CooperativaNella) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 24 novembre, alle 9,35, ottava  puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. L'ospite sarà Maria Lucia della Cooperativa Nella di Saint-Vincent.  

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Carlo Marchesini del Bourgeon de vie, mentre su quello della prossima quella a Paolo Calosso, Presidente del Consorzio Trait d'Union.  

Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

21 novembre 2017

Sul #Sole24Ore di oggi

Un po' di autopromozione.

Vi segnalo un mio articolo all'interno del Rapporto Turismo del Sole 24 Ore (cartaceo) di oggi...

Buona lettura

20 novembre 2017

#Delibere di Giunta - Segnalazioni per le imprese (413) - #BandaUltraLarga


PRESIDENZA DELLA REGIONE

Banda ultra larga
Preso atto del parere favorevole del Consorzio Permanente degli Enti Locali, la Giunta regionale ha approvato il nuovo schema di convenzione, in sostituzione di quello approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 1027 del 29 luglio 2016, tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Valle d’Aosta, i Comuni della Valle d’Aosta e Infratel Italia S.p.A., tesa a favorire la riduzione di tempi e costi degli interventi per la realizzazione della rete in banda ultra larga sul territorio regionale, tutelando il demanio stradale e la sicurezza della Circolazione.

AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI

Aziende agrituristoco-venatorie
La Giunta regionale ha ritenuto opportuno proporre al Consiglio regionale l’adeguamento alle attuali condizioni economiche, degli importi delle tasse di concessione annuale delle aziende agrituristico-venatorie, dalle aziende faunistico-venatorie e dai centri di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale, come di seguito riportato: Azienda agrituristico-venatoria: per ogni ettaro o frazione di esso, 1 euro a unità; Azienda faunistico-venatoria: per ogni ettaro o frazione di esso, 50 centesimi a unità; e Centro privato di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale: 300,00 euro;



ATTIVITA’ PRODUTTIVE, ENERGIA, POLITICHE DEL LAVORO E AMBIENTE

Abbruciamenti
A seguito di una riunione di confronto convocata dall’Assessorato delle Attività produttive, energia, politiche del lavoro e ambiente, alla quale hanno preso parte, oltre ai componenti del Tavolo di coordinamento tecnico, che hanno collaborato alla predisposizione del testo della Deliberazione n. 1258 del 2017 (Approvazione delle limitazioni alla pratica degli abbruciamenti dei materiali vegetali derivanti dall’attività agricola per la tutela della qualità dell’aria e della salute in Valle d’Aosta. Applicazione del Piano regionale per il risanamento, il miglioramento e il mantenimento della qualità dell’aria approvato con L.R. 23/2016), i rappresentanti del Consiglio permanente degli enti locali e delle Associazioni di categoria degli agricoltori, sono state avanzate alcune richieste.
In quell’occasione, veniva richiesta la riduzione del periodo di limitazione degli abbruciamenti, a causa dell’inizio anticipato delle attività agricole nei comuni della bassa Valle, rispetto agli altri comuni valdostani. Gli enti e le associazioni di categoria coinvolti hanno dunque espresso parere favorevole alla riduzione del periodo interessato dal divieto. La Giunta regionale ha dunque ritenuto di accogliere le richieste di modifica del periodo di limitazione, riducendolo fino al 31 gennaio 2018, anziché al 15 febbraio 2018.


OPERE PUBBLICHE, DIESA DEL SUOLO E EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Cogne: manutenzione straordinaria ponte
Nell’ambito del Programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2017-2019, la Giunta regionale ha approvato il progetto definitivo/esecutivo dei lavori di manutenzione straordinaria del ponte sulla strada regionale n. 47 di Cogne al km 20+473 in località Cretaz, nel Comune di Cogne, per un importo presunto di 450 mila euro.

Record di partecipazione per il #PMIday

Hicroelectrique Clavalité
Grande successo per l'ottava edizione valdostana del PMIDay che ha visto coinvolte 14 imprese ed oltre 1250 ragazzi (+400 rispetto all’edizione 2016 e +1100 rispetto al 2015) rappresentanti 13 Istituzioni scolastiche di primo e secondo grado.
Quest’edizione vede anche la partecipazione di una struttura turistico alberghiera aderente a Confindustria Valle d’Aosta, il Club Med S.r.l. di Cervinia.
STMicroelectronics

L’evento, che da otto anni è diventato un appuntamento fisso per le imprese aderenti al Sistema
Confindustria ha riscosso notevole interesse anche tra le piccole e medie imprese valdostane che
Confindustria rappresenta. Hanno infatti partecipato all’iniziativa 14 aziende ubicate in tutto il territorio regionale.
Tecnomec

Thermoplay
Quest’anno per poter consentire a tutti gli studenti di visitare le piccole e medie imprese di Confindustria Valle d’Aosta è stato necessario aggiungere una giornata (il 16 novembre) all’evento nazionale. I giovani studenti e i loro insegnanti hanno, quindi, potuto conoscere da vicino l’attività delle imprese valdostane, l’impegno degli imprenditori e delle persone che vi lavorano e vedere come insieme contribuiscono a determinare la crescita del Paese.
Chenevier

17 novembre 2017

Il Merano Wine Festival premia le Distillerie Saint-Roch

Angelo Sarica e Claudia Cimmarusti  della Distilleria St Roch
Il Merano Wine Festival è il primo evento organizzato in Europa, che dal 1992 ha puntato in esclusiva sulla qualità selezionata in un ambiente elegante ed elitario. Si tratta di un vero e proprio “think tank”, un forum di scambio di opinioni tra produttori, opinion leader, professionisti del settore e consumatori; un benchmark dell’eccellenza enogastronomica.
A celebrare la 26esima edizione, sono state cinque giornate piene di emozioni e contenuti: oltre 450 case vitivinicole, tra le migliori in Italia e nel mondo, quasi 200 artigiani del gusto, 15 chef di spicco. L’espressione del meglio che il nostro paese ha da offrire, selezionato da The Wine Hunter Award, marchio di altissima qualità.
Proprio in questa occasione le Distillerie St. Roch hanno ricevuto, 4 Medaglie, 2 d’Oro e 2 Rosse (in questo concorso sostituisce l’Argento). «Un traguardo - si legge in una nota dell'azienda - che dimostra come i prodotti di eccellenza del territorio, nelle loro diverse declinazioni, siano in grado di confrontarsi anche su panorami internazionali di assoluto prestigio».
In particolare i prodotti premiati al Concorso Wine Hunter sono stati:

1.    GIN Glacialis Levi - medaglia d’Oro

Il GIN Glacialis LEVI è l’unico Gin puro distillato in Valle d’Aosta, ottenuto da una sola botanica: il Ginepro spontaneo raccolto sulle vette valdostane.

2.    Amaro Ebo Lebo - medaglia d’Oro

Composto da 42 botaniche, l’Ebo Lebo è un amaro molto apprezzato nel mercato nazionale ma soprattutto internazionale. Oggi di grande successo negli Stati Uniti grazie al gruppo d’importazione capitanato da Joe Bastianich.

3.    Artemisia Génépy Blanc - medaglia Rossa

Come da antiche tradizioni, è stato ricreato un Génépy unico nel suo genere, tramite un processo di auto distillazione lento, Le piante vengono lasciate in sospensione senza mai toccare la soluzione idroalcolica, ecco il perché della trasparenza e purezza del prodotto che rimane rispetto al Génépy tradizionale, più fine ed elegante.

4.    Artemisia Génépy - medaglia Rossa


Un génépy dal sapore unico, tipicamente alpino, può essere un ottimo digestivo sorseggiato a fine pasto o, in alternativa per le estati calde, somministrato con ghiaccio “On the Rocks” o in versione “GenerAle” ghiaccio, génépy & ginger ale.

Nasce l'Aosta Valley Tourist Card


Evitare le code alle casse degli impianti di risalita, fruire di sconti e vantaggi economici unici durante la vacanza in Valle d’Aosta, accedere gratuitamente agli spazi espositivi permanenti del Forte di Bard: sono queste alcune delle novità della Aosta Valley Tourist Card, la nuova tessera dedicata ai turisti presentata giovedì 16 novembre, nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’Adava - Federalberghi Valle d’Aosta, l’Associazione degli Albergatori e Imprese turistiche della Valle d’Aosta.

«La carta è nata dalla stretta sinergia tra l’associazione degli albergatori e quella dei maestri di sci, al fine di offrire agli ospiti delle strutture ricettive nostre associate uno strumento per avere accesso a servizi esclusivi, vantaggi economici e sconti unici per acquisti, sport, attività culturali e tempo libero», ha spiegato il presidente dell’Adava Filippo Gérard.

«Il valore aggiunto di questa card turistica – ha aggiunto Davide Vuillermoz (presidente Pila Spa) per Sistemi integrati di biglietteria regionale – è di essere anche un vero e proprio supporto per lo skipass: nei periodi di maggiore affluenza e di possibili code alle casse dei nostri impianti, scaricando l’app SKILIFE da App Store o Google Play e utilizzando il QR-CODE presente sulla card oppure collegandosi al sito www.skilife.it, sarà possibile caricare lo skipass sulla tessera e, senza perdere nemmeno un minuto, godere appieno di una giornata sugli sci».

«Sottolineiamo sempre che dalle sinergie possono nascere nuove opportunità di sviluppo a favore di tutto il comparto turistico – ha commentato l’assessore regionale al Turismo Aurelio Marguerettaz e questo ne è un valido esempio: gli albergatori, i maestri di sci e gli impianti di risalita hanno saputo leggere le necessità dei turisti che vengono in Valle d’Aosta e dare una risposta concreta e tangibile».

«Ritengo sia importante che tutti gli attori coinvolti in questo progetto lavorino in sinergia per promuovere il territorio e per far vivere ai turisti un’esperienza unica. Sono finiti i tempi in cui ogni categoria ragionava e operava per compartimenti stagni: il turismo in Valle d’Aosta è una risorsa unica e tutti insieme dobbiamo lavorare per farlo crescere sia in termini numerici che qualitativi», ha sottolineato il presidente dell’associazione valdostana Maestri di sci Beppe Cuc.

«Vogliamo che i nostri associati non si limitino a fare accoglienza, ma che siano sempre più protagonisti della vendita del prodotto ‘Valle d’Aosta’: questa card consente di proporre numerosi vantaggi, offrendo un ampio ventaglio di convenzioni, senza dimenticare la facilità nell’accesso agli impianti di risalita di tutti i comprensori della nostra Regione», ha concluso il presidente dell’Adava Filippo Gérard.

Il sito www.aostavalleycard.it illustra nel dettaglio le convenzioni disponibili: a prezzi esclusivi e in tutta comodità, la card consente di programmare una giornata di relax presso i centri termali di Pré-Saint-Didier, Saint-Vincent, Monte Rosa, viaggiare a bordo dell’avveniristica funivia SKYWAY Monte Bianco, assaporare specialità enogastronomiche, scoprire bellezze paesaggistiche, trascorrere il tempo tra cultura, divertimento e shopping, scoprire monumenti e musei. Compreso nel valore della card c’è il free pass per visitare ogni volta che lo si desidera il Forte di Bard con i suoi spazi espositivi permanenti (Museo delle Alpi, Prigioni, Il Ferdinando, le Alpi dei Ragazzi), usufruendo di sconti speciali sugli acquisti presso il bookshop e beneficiando di tariffe ridotte per gli spazi espositivi temporanei (mostre presenti al momento dell’Accesso al Forte). La Card individuale ha inoltre la pratica funzione di tessera skipass con durata illimitata. Online, in pochi semplici passaggi, oppure presso le casse degli impianti, è possibile acquistare gli accessi e usufruire degli impianti di risalita.

Esclusivamente per gli ospiti che soggiornano presso le strutture ricettive associate Adava, c’è un ulteriore vantaggio: scegliendo la formula individuale con chip integrato il costo della card è pari a € 8 anziché € 20, mentre optando per la card Famiglia senza chip il costo è di € 20 anziché € 40.


16 novembre 2017

Leonardo #Becchetti: ad #Aosta #illavorochevogliamo tra buone pratiche e economia civile


«Prendersi cura della vita: lavoro ed economia a servizio della persona. Indicazioni e proposte dalle migliori pratiche del paese». E’ toccato al professor Leonardo Becchetti, Economista, Ordinario di Economia politica presso l'Università di Roma Tor Vergata, Membro del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, introdotto come sempre dal Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana, proseguire il cammino del ciclo di conferenze di Fede e Scienza, ospitato, venerdì 3 novembre, al Cinema Théâtre de La Ville. Propongo qui di seguito il testo che ho pubblicato sul Coriere della Valle. Buona lettura.


1 - Dare una risposta

«Chi studia l’economia – ha esordito Becchetti – un po’ come lo scienziato è affascinato dai pianeti, dalle stelle e comprende che ci sono veramente delle armonie provvidenziali. Purtroppo a differenza dei pianeti noi quelle armonie le possiamo anche sporcare. In quanto l’economia è anche il risultato delle nostre interazioni, dei nostri comportamenti. E purtroppo le roviniamo. Ma ci sono. Il problema è come rimetterci in sintonia con quelle armonie. Per questo con le Settimane sociali di Cagliari siamo ripartiti dalla piaga del nostro Paese, cioè il lavoro. Abbiamo due milioni di Neet cioè di giovani che non studiano e non lavorano, 4,5 milioni di poveri. Parlare di lavoro oggi è affrontare il tema più delicato e importanti. Le Settimane sociali lo hanno fatto soltanto tre volte, ma in tre epoche molto significative 1946, fine della Guerra e Costituzione, 1970, Statuto dei lavoratori e oggi. Perchè oggi? Perché ci troviamo in un momento molto critico in cui la globalizzazione e l’innovazione tecnologica sembrano minacciare la possibilità di un buon lavoro e di un lavoro degno. Per la prima volta abbiamo assistito alla nascita dei lavoratori poveri. Ci sono molte persone che lavorano e non riescono a superare la soglia di povertà. Noi veniamo da un mondo in cui l’economia era abbastanza chiusa e potevamo vivere con alte tutele sindacali, alte garanzie, siamo entrati improvvisamente in un sistema aperto entrando in concorrenza con i lavoratori poveri del sud del mondo, un miliardo di persone che vive con un dollaro al giorno e ci fa concorrenza al ribasso sul costo del lavoro. E allo stesso modo l’innovazione tecnologica sembra poter fare a meno con la nuova generazione di macchine di tutta una serie di attività routinarie e ripetitive non particolarmente entusiasmanti che però prima davano lavoro. E allora la domanda è come si fa a vincere questa concorrenza forte e drammatica con il lavoratore a basso costo e con la macchina. L’altra questione da capire è che questa malattia del lavoro è figlia di una malattia ancora più profonda. Il Papa, nel messaggio che ci ha inviato a Cagliari, ha parlato di una bicicletta con una ruota sgonfia. Io uso un’immagine simile e cioè una macchina con due ruote sgonfie e due gonfie. Se infatti si prende un manuale di economia si leggono due soli grandi obiettivi che il sistema si pone: il primo è il benessere del consumatore, cioè sempre più prodotti a prezzi più bassi, e il secondo è quello di creare profitti per fare investimenti, per fare innovazione. Questi due aspetti funzionano perfettamente. Viviamo nel migliore dei mondi possibili come consumatori. Però ci sono due altre ruote sgonfie e cioè la qualità e la tutela del lavoro e l’ambiente. Per realizzare i primi due obiettivi si sacrificano i secondi. Il rapporto fra queste due forze va riequilibrato».
A questo punto Becchetti ha illustrato il grafico ad elefante di Milanovic che mette in relazione
la popolazione nel mondo partendo dai più poveri a più ricchi (sull’asse orizzontale) e il loro successo relativo negli ultimi vent’anni (sull’asse verticale). Il grafico mostra quattro gruppi di perdenti e quattro di vincenti e il gruppo di perdenti maggiore è proprio quella della classe media nei paesi ricchi. Di qui il loro malessere e il crescere delle risposte populiste. «Lì – ha spiegato Becchetti - si concentrano gran parte dei cittadini dei nostri paesi che prima avevano un reddito dignitoso e adesso sono scivolati verso il basso». Per il relatore era chiaro che le Settimane sociali dovevano cercare di dare una risposta questo.


2 - Gli Olivetti di oggi

«Abbiamo deciso – ha proseguito il professore - di non andare a fare il solito convegno parlando degli eroi del passato, ad esempio Olivetti, dando l’idea che in passato qualcuno ha provato a creare una impresa a misura d’uomo ma poi ha fallito. No. Abbiamo deciso di andare a cercare i 400 Olivetti di oggi. Chi è che oggi sta creando buone pratiche? Sta dando una risposta, creando buon lavoro in un momento difficile come questo? Cercatori di lavOro è stato il nostro motto da cui è nato un logo che abbiamo consegnato al premier Gentiloni». Un’attività portata avanti attraverso la vision dell’economia civile. «Per riassumere la vision – ha commentato Becchetti – possiamo partire dall’idea di generatività, cioè desiderare, far nascere, accompagnare, lasciare andare ed è in tutti gli studi sulla soddisfazione di vita la parola chiave che ci spiega la gran parte degli impatti sulla felicità delle persone in giro per il mondo. In questa logica noi abbiamo voluto creare un paradigma che pensa all’economia in modo diverso: l’economia civile vuol dire andare oltre una visione riduzionista della persona, dell’impresa e del valore. Noi crediamo che la persona è capace di risolvere il famoso dilemma di Hume come è descritto nel Trattato sulla natura umana del 1740. “Il tuo grano è maturo, oggi, - si legge - il mio lo sarà domani. Sarebbe utile per entrambi se oggi io... lavorassi per te e tu domani dessi una mano a me. Ma io non provo nessun particolare sentimento di benevolenza nei tuoi confronti e so che neppure tu lo provi per me. Perciò io oggi non lavorerò per te perché non ho alcuna garanzia che domani tu mostrerai gratitudine nei miei confronti. Così ti lascio lavorare da solo oggi e tu ti comporterai allo stesso modo domani. Ma il maltempo sopravviene e così entrambi finiamo per perdere i nostri raccolti per mancanza di fiducia reciproca e di una garanzia”. In sintesi il racconto mette in evidenza la realtà dei rapporti economici. Occorre decidere se buttarsi o no. E quindi il simbolo dell’economia è il trapezio, il dare e ricevere fiducia. In quei territori dove questo avviene si creano reti di relazioni, organizzazioni, imprese e consorzi e si crea ricchezza. Questo è il segreto oggi dell’economia: il generare fiducia e la creazione di capitale sociale. La persona nella visione dell’economia civile è quella che vive la logica che uno più uno è uguale a tre e non uno meno uno uguale a zero. L’economia non è una torta fissa dove se io prendo una fetta la tolgo a te, ma un luogo dove insieme possiamo produrre un valore che si moltiplica se ci mettiamo insieme e cooperiamo. Nell’economia civile le imprese creano valore in maniera sostenibile e la direzione verso cui va l’economia non è il Pil ma il Bes, il benessere, cioè lo stock dei beni economici, culturali, ambientali, spirituali di cui una comunità può vivere sul territorio».


3 - Buone pratiche

Becchetti ha sottolineato come nella logica dell’economia civile sia apparso chiaro a tutti i partecipanti alle Settimane sociali che la visione più bella di valore è proprio quella che ci dà la Dottrina sociale con il bene comune e che c’è una straordinaria somiglianza con la Costituzione, cioè creare un ambiente, delle condizioni di vita in cui le persone possano svilupparsi e garantire lo sviluppo integrale della persona. All’articolo 3 si legge infatti che è “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono la realizzazione della persona”. Questo significa che lo Stato non deve essere una balia e laddove certe attività possano essere fatte meglio dalle comunità locali è meglio che le facciano loro piuttosto che lo Stato.
Con questo sfondo ideale si è sviluppato il lavoro sulle buone pratiche. «L’Italia – ha spiegato Becchetti - ha oggi tre polmoni fondamentali: il primo è quello della manifattura di successo che punta sulla qualità e necessitano di lavoro qualificato che però in Italia non si trova. Oggi ci sono 250mila posti di lavoro vacanti cioè imprenditori che non trovano le persone qualificate per il loro tipo di lavoro. Per questo abbiamo proposto che cerchi di creare un maggior collegamento tra la scuola e il lavoro con il duale. In Germania un ragazzo su tre che esce dalla scuola ha già fatto un percorso molto solido all’interno del mondo del lavoro, almeno 200-300 ore. E nelle migliori pratiche, anche in Italia, gli imprenditori lungimiranti del loro territorio progettano assieme agli Istituti tecnici, alle scuole dei percorsi formativi per poter avere quelle persone di cui hanno bisogno. Il secondo polmone del Paese è quello socio-sanitario, assistenziale. Se si prende uno studio dell’Unione europea tutti segnalano servizi alla persona, agli anziani, come uno dei settori in forte sviluppo. La materia prima in Italia è enorme, la domanda pagante c’è. Una delle migliori buone pratiche censite è Civitas Vitae di Padova, un quartiere intero costruito per favorire l’incontro tra le generazioni e favorire la generatività dei longevi. Ci lavorano 500 persone. Ci sono asili nido, scuole, palestre ed è un luogo fatto per costruire queste relazioni. Il terzo polmone è quella che chiamo scherzosamente la Montalbano economics, cioè quell’insieme di arte, storia, cultura, biodiversità gastronomica, slow living che tutti ci invidiano, cioè ciò che piace dello stile di vita italiano. Tenete conto che il mondo di oggi è fatto di territori che competono fra di loro per attrarre flussi, di visitatori, di turisti, di capitali. Oggi si può cercare di costruire delle realtà che valorizzano il proprio territorio. Se un territorio cresce diventa attrattivo e questo genera ricadute per tutti. Un esempio molto bello è Ragusa che con Ragusa Ibla è diventata patrimonio dell’Unesco, Matera che è diventata capitale della cultura, o la Cooperativa La Paranza che ha ridato vita al Rione Sanità a Napoli riaprendo le catacombe, ma tanti altri borghi che vengono valorizzati e rivitalizzati e diventano attrattivi, combattendo il pericolo dello spopolamento. Un altro filone molto importante sono le cooperative di reinserimento lavoro. Un altro grande tema è quello della rigenerazione dei tessuti urbani o delle zone abbandonate ad esempio gli orti compensativi a Genova dove chi si dedica alla rigenerazione di un territorio diventa proprietario di una parte di ciò che ha lavorato. Un altro aspetto molto interessante e tutto ciò che si fa in termini di modulazione dei tempi fra lavoro e vita. La rete ci dà la possibilità di non dover lavorare tutti insieme nello stesso tempo e nello stesso luogo e quindi lavoro agile, smart working. Oggi abbiamo la possibilità di modulare in maniera più armonica i quattro momenti fondamentali della nostra vita: lavoro, tempo libero, formazione permanente e cura delle relazioni». Per il relatore un esempio particolarmente significativo è il Comune di Bolzano che propone un centinaio di tipologie di contratto di lavoro che tengono conto del particolare stato di vita del dipendente. Un altro tema evidenziato è il ripopolamento dei piccoli centri. «L’Italia si sta spopolando ed ha una natalità bassissima e neanche gli stranieri che arrivano compensano questa perdita di natalità. Su questo – ha spiegato il relatore - sono molto interessanti le politiche di insediamento urbano che stanno portando avanti alcuni sindaci, cioè cercare di attirare quelle persone straniere che vedono l’Italia come un luogo dove venire a trascorrere l’ultima parte della loro vita dopo la pensione. Ma ci sono anche servizi sociali che le comunità locali possono fare meglio dello Stato e a costi più bassi. Negli Stati Uniti in molti casi i penitenziari sono affidati a comunità religiose, associazioni e gruppi in quanto si riconosce che sono più motivati nell’ottenere la rieducazione e la riduzione della recidiva. In Italia a Lecce abbiamo Made in carcere dove attraverso il lavoro all’interno del penitenziario la recidiva femminile si è ridotta del 70%. Se la burocrazia fosse meno soffocante anche l’Italia sarebbe molto avanti da questo punto di vista e con un risparmio per lo Stato è molto importante. Con il Budget di salute la Fondazione comunitaria di Messina ha dimostrato che è possibile gestire una persona con disabilità psichiche con un costo minore rispetto ad una struttura dove questa viene imbottita di farmaci. E ancora Housing first, esperimento con i fissa dimora iniziato negli Usa ma con qualche primo esempio anche in Italia, dove ci si è resi conto che è meno costoso assicurare a un senza fissa dimora una casa piuttosto che mantenerlo per strada». Un altro modello che si sta sviluppando anche nel Sud Italia è quello delle Fondazioni comunitarie che a fronte di un progetto e di una raccolta di fondi effettuata dai soggetti interessati si impegna a raddoppiare la cifra per dare gambe al progetto.


4 - Le proposte

Dalle buone pratiche si è arrivati alle proposte fatte al Presidente del Consiglio Gentiloni e al Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. «Per quanto riguarda l’Europa – ha commentato il professore – abbiamo manifestato la necessità di una Banca centrale europea che come la Federal reserve americana metta al centro il tema dell’occupazione, mentre adesso si occupa per Statuto soltanto di inflazione. Ci vogliono forme di mutualità del debito progressivo. Bisogna fare passi avanti nella tassazione dei giganti digitali che fanno lavoro qui ma poi spostano i ricavi nei paradisi fiscali. Occorre una certa attenzione anche sul fronte degli investimenti europei, soprattutto quelli ad alto moltiplicatore. Concentrandoci poi sull’Italia abbiamo ricordato a Gentiloni che devono essere rimossi gli ostacoli a chi può creare lavoro. Il Paese è caratterizzato da una burocrazia soffocante e lenta. Abbiamo una giustizia civile che ha tempi biblici e una attenzione inferiore, ad esempio, agli Stati Uniti, alle Pmi e all’impresa artigiana che sono il centro pulsante della vita del Paese. Negli Stati Uniti c’è una corsia preferenziale sugli appalti per le piccole imprese perché si riconoscono che gareggiano non ad armi pari con le grandi, c’è una small business autority che decide se un pezzo di regolamentazione può essere o no applicata ai piccoli. L’Italia continua – e i dati ultimi sono impietosi – a segnare segno più per il credito alle grandi imprese e meno per le piccole. Una delle quattro grosse proposte fatte al Premier è quella di un patto generazionale fra le generazioni adulte anziane e i giovani. Noi abbiamo generazioni adulte-anziane patrimonializzate con risorse e giovani che non trovano lavoro senza capitali per far partire un’attività economica. Bisogna mettere in contatto questi due mondi. In questo senso l’idea dei piani individuali di risparmio dove un anziano investe in un fondo che va a dare capitale di rischio nelle piccole e medie imprese quotate è interessate, ma per noi è troppo poco e riteniamo che debbano arrivare anche alle imprese non quotate attraverso strumenti nuovi come già si fa in Inghilterra». Becchetti ha posto come altro tema fondamentale la necessità di una rete di protezione universale per le persone vulnerabili, ma non deve essere soltanto reddito perché non dà dignità, e questa si raggiunge quando la persona è anche utile agli altri. «Noi perciò – ha precisato il relatore - proponiamo sì un reddito di inclusione, partito in Italia per ora con poche risorse cioè un miliardo rispetto ai 7 che sarebbero necessari per portare almeno tutti i poveri alla soglia di povertà, ma accompagnato da una presa in carico dalle realtà locali del territorio. Deve essere accompagnato da una relazione. Un po’ come succede in Puglia dove c’è il tirocinio di attivazione. Puoi avere questo reddito ma soltanto se partecipi ad un progetto di reinserimento nel mondo del lavoro e della società. In questa maniera c’è anche il contrasto al lavoro nero. Un’altra priorità per noi è la cultura. Per me il ministro all’economia più importante in Italia è quello ai Beni culturali, in quanto la cultura è un volano impressionante di turismo, di manifattura e quindi è una filiera enorme e lavorare per favorirla è fondamentale. Anche qui ci sono degli strumenti, cioè incentivi fiscali, che facilitano la creazione di territori attrattivi in questa concorrenza internazionale».


5 - La radice del problema

Per riequilibrare la famosa auto con due ruote gonfie e due sgonfie di cui scrivevamo all’inizio per Becchetti sono necessari tre strumenti. «Il primo è quello del voto con il portafoglio di noi cittadini. Noi abbiamo un potere enorme e possiamo premiare le aziende che sono sostenibili, che danno dignità al lavoro, che tutelano l’ambiente. Il vero potere non ce l’hanno i sindacati, gli stati ma i risparmiatori. Il mondo è governato dai consumi e dai risparmi. Abbiamo questo potere ma non siamo in grado di usarlo per il nostro interesse. Di conseguenza bisogna creare questi strumenti informativi per aiutare le persone a scegliere. Per questo abbiamo creato una rete che si chiama Next, che raggruppa tutte le associazioni della società civile italiana che lavorano sul tema della responsabilità sociale, per questo abbiamo slogan che dicono “attraverso le tue scelte puoi cambiare il mondo”. In giro per l’Italia abbiamo anche fatto degli esperimenti per verificarlo. Oxfam ha realizzato una classifica sulle dieci più grandi aziende alimentari mondiali dando delle pagelle in merito al loro comportamento sul fronte ambientale e del rispetto dei lavoratori. Abbiamo posizionato questa classifica all’interno di venti supermercati in Italia e abbiamo misurato nei quattro mesi successivi il comportamento dei consumatori senza modificare nient’altro. La gente ha premiato le aziende in cima alla classifica e ha penalizzato quelle in fondo con una perdita di quote di mercato del 16%» ha spiegato Becchetti. Sempre in questa logica attraverso un video il relatore ha presentato EyeOnBuy, un progetto online (una sorta di tripadvisor della responsabilità sociale) che mira a valorizzare la sostenibilità ambientale e sociale delle aziende virtuose attraverso il coinvolgimento dei cittadini nella loro veste di consumatori. Nato nel contesto di NeXt – Nuova Economia per Tutti, EyeOnBuy punta a costruire un modello economico sostenibile e partecipato, in cui il dialogo tra le imprese e i consumatori diventi centrale per la costruzione di un processo di sviluppo comune e in grado di generare benefici per tutta la società. EyeOnBuy vuole essere una piattaforma partecipata, in cui l’azione e le scelte dei cittadini/consumatori possono fungere da feedback per le aziende ma anche da guida, fornendo indicazioni e suggerimenti sul miglioramento delle strategie in senso responsabile. Il progetto, quindi, si rivolge e coinvolge sia i cittadini che le aziende: i cittadini possono verificare e valutare le aziende in base ai loro comportamenti, sulla base dei commenti e delle esperienze degli utenti possono orientarsi nella scelta dei propri acquisti, e possono trovare nella piattaforma un canale per i reclami; le aziende possono trovare informazioni utili su quello che pensano i consumatori e su come migliorare le proprie strategie, e possono essere premiate sulla base delle azioni sostenibili sul piano sociale e ambientale, aumentando così la loro reputazione. «Nel futuro la società più importante sarà quella che dà le patenti – ha aggiunto Becchetti – la sfida che vogliamo portare in Italia è far sì che questo possa nascere dal basso, dalla rete della società civile. A Cagliari abbiamo anche ricordato che a votare con il portafoglio è anche lo Stato. Il 20% degli acquisiti sono pubblici e uno Stato che si pone l’obiettivo del benessere dei cittadini può fare degli appalti al massimo ribasso? Questa tipologia di appalto fa vincere l’azienda più aggressiva, che riesce di più a comprimere i costi del lavoro, la tutela dell’ambiente, magari paga le tasse altrove e poi ti fa riaprire l’appalto perché ha barato e non riesce a rispettare quei prezzi. E’ dunque un errore. Sappiamo che c’è stata una riforma del Codice degli Appalti che ha detto che bisogna passare dal massimo ribasso all’offerta più vantaggiosa cioè che tiene conto dei criteri ambientali, sociali e fiscali minimi. Noi abbiamo chiesto però di abbandonare l’ottica del massimo ribasso che ancora caratterizza il 60% degli appalti in Italia. A questa proposta ne abbiamo aggiunta anche una in merito alla rimodulazione dell’Iva e il tema, che ho portato in Parlamento con Legambiente, è stato questo: l’Iva deve essere intelligente e premiare le filiere che ci portano verso il futuro, verso la sostenibilità ambientale e dignità del lavoro, e penalizzare quelle del passato. Per esempio l’economia circolare deve avere una Iva al 4%. Va usata per favorire la transizione verso un nuovo modello economico».


6 - Il percorso

Ma per Becchetti il valore maggiore di Cagliari è stato sicuramente il metodo, il percorso. «E’ possibile mettere in moto un percorso di cittadinanza attiva, di partecipazione, che ci rende più generativi, più ricchi di senso. Un futuro in cui vogliamo creare un percorso fondato su questi verbi: partecipare, informare, disseminare, innovare e condividere. Di conseguenza il percorso di cercatori di lavoro continua con questo tipo di attività: si va sui territori a cercare le buone pratiche, si ritorna e si riformulano le proposte e poi si ritorna sui territori attraverso dei laboratori progettuali Ancora mettersi in cammino, laboratori territoriali e proposte di policy. I laboratori sono su quattro temi fondamentali: il primo è sulla creazione di valore economico sostenibile, vedere una volta compresi i bisogni se le buone pratiche sono riproducibili; il secondo è quello del comunicare ed è molto importante, in particolare per quanto riguarda la presenza sui social; il terzo è sul capitale sociale, sulla costruzioni di relazioni e, infine, la cittadinanza attiva cioè il voto con il portafoglio».
Il professore ha concluso il suo intervento citando Papa Francesco che nella Evangelii Gaudium dice il tempo è superiore allo spazio. «In Fisica non vuol dire nulla, ma nella vita spirituale ha un significato molto importante. Il principio della generatività ci dice che il magis dell’azione politica non sta nell’occupare spazi tanto per occuparli ma nel creare processi di cambiamento, cioè privilegiare azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici. Senza ansietà, però con convinzioni chiare e tenaci. Noi abbiamo visto Cagliari come tutto questo cioè mettere in moto dei percorsi che possano avere un futuro. E il dopo Cagliari ci dirà se ci siamo riusciti oppure no».

15 novembre 2017

Venerdì 17 novembre Paolo Calosso (Consorzio #TraitdUnion) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 17 novembre, alle 9,35, settima  puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. L'ospite sarà Paolo Calosso, Presidente del Consorzio Trait d'Union.  

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Riccardo Jacquemod, delegato di Federsolidarietà, mentre su quello della prossima quella a Carlo Marchesini del Bourgeon de vie.

Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

PMI DAY 2017

Appuntamento per il 16 e il 17 novembre con il PMI DAY, la Giornata nazionale promossa da Piccola Industria che apre a studenti e insegnanti le piccole e medie imprese di Confindustria per visite aziendali ed incontri che anche quest’anno, dato l’alto numero di adesioni, si svolgerà in due giornate.

Grande successo per questa ottava edizione valdostana che vede coinvolte 14 imprese ed oltre 1250 ragazzi (+400 rispetto all’edizione 2016 e +1100 rispetto al 2015) rappresentanti 13 Istituzioni scolastiche di primo e secondo grado. Quest’edizione vede anche la partecipazione di una struttura turistico alberghiera aderente a Confindustria Valle d’Aosta, il Club Med S.r.l. di Cervinia.

La St. Roch S.r.l. di Quart ospiterà, sempre in due giorni, 141 studenti provenienti dall’Istituzione
scolastica di primo grado Saint Roch di Aosta, dal Liceo R.M. Adelaide di Aosta, dall’IPRA di
Châtillon e dall’ISILTEP di Verrès.

La Chenevier S.r.l. di Charvensod riceverà gli studenti dell’Istituzione scolastica Saint Roch di
Aosta e dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Châtillon.

Lo Studio Copaco – Architettura e Ingegneria S.r.l. di Aosta, sempre in due giorni, aprirà le porte a
70 studenti dell’Istituzione scolastica di primo grado E. Martinet e dei Licei E. Bérard e R.M.
Adelaide di Aosta.

La Logic Sistemi S.r.l. di Aosta illustrerà la propria attività a 66 studenti dalle Istituzioni scolastiche
di primo grado Valdigne Mont-Blanc e Saint Roch oltre che dal Liceo E. Bérard di Aosta.

La Rai S.p.A. di Saint-Christophe, in due giorni, ospiterà i 137 studenti provenienti dalle Istituzioni
scolastiche di primo grado E. Martinet e Saint Roch di Aosta, dall’Istituzione scolastica I. Manzetti
di Aosta, dai Licei R.M. Adelaide e E. Bérard di Aosta e dall’ISILTEP di Verrès.

La STMicroElectronics S.p.A. di Aosta ospiterà in due giornate 162 studenti dell’Istituzione
scolastica di primo grado E. Lexert, dell’Istituzione scolastica I. Manzetti, dei Licei E. Bérard e
R.M. Adelaide di Aosta e dell’ISILTEP di Verrès.

La Valdôtaine S.r.l. di Saint-Marcel ospiterà, in due giorni, 103 studenti dell’Istituzione scolastica
E. Martinet di Aosta e dell’IPRA di Châtillon.

La Hydro Electrique Clavalité S.p.A. di Fénis accoglierà 46 studenti dell’Istituzione scolastica di
primo grado E. Martinet e del Liceo Bérard di Aosta.

Il Salumificio Maison Bertolin S.r.l. di Arnad ospiterà 118 studenti, anch’esso in due giornate,
dell’IPRA di Châtillon, dell’ISILTEP di Verrès, dell’Istituzione scolastica di primo grado Mont Rose
A di Pont-Saint-Martin e di Progetto Formazione.

La Tecnomec S.r.l. di Arnad ospiterà 65 alunni delle Istituzioni scolastiche di primo grado L.
Barone di Verrès e Mont Rose A di Pont-Saint-Martin.

Davide Trapani (#Edileco): #bioedilizia per tutte le case valdostane

Davide Trapani
Questa settimana abbiamo intervistato Davide Trapani, alla guida della Edileco, società che si occupa di bioedilizia.   

Prima di tutto spieghiamo cosa si intende per bioedilizia…
Significa costruire abitazioni sostenibili. Sostenibili per l’ambiente e cioè che inquinano meno, consumano meno, disperdono meno calore dall’involucro e sono scaldate utilizzando preferibilmente fonti rinnovabili e anche sostenibili per chi le abita, utilizzando materiali naturali, traspiranti che migliorano il benessere e il confort all’interno dell’edificio e aiutano a vivere meglio.

E’ un mercato in espansione?
Io posso portare il nostro esempio virtuoso. In un mercato come quello dell’edilizia in generale in difficoltà negli ultimi dieci anni siamo riusciti sempre a lavorare e a far crescere il fatturato insieme al numero di addetti e soprattutto con la soddisfazione dei clienti. Il tutto grazie ad una impostazione innovativa, un mercato un po’ di nicchia, proponendo un prodotto che non c’era e molto avanti come innovazione. Puntare sull’innovazione paga.

Siete sul mercato da 12 anni. Raccontiamo un po’ la storia dell’azienda…
Siamo nati come una piccola cooperativa con tre soci. Con l’idea già di operare nel mercato della bioedilizia. Infatti ci chiamiamo “Edileco Costruzioni Ecocompatibili”. Senza tanto idea di dove saremmo arrivati. Piano piano abbiamo aumentato il numero dei soci fino ad arrivare alla dimensione attuale con una quarantina di addetti e quasi venti soci, man mano aggiungendo pezzi all’impresa. Inizialmente come impresa di costruzione e adesso ci occupiamo di progettazione, realizzazione di impianti innovativi, parte amministrativa. Si è formato un gruppo giovane, dinamico al cui interno ci siamo trovati bene. Siamo una famiglia felice…

Come nasce il contatto con la Cooperativa CFI di Roma?
La CFI è una cooperativa che investe soldi del Ministero Sviluppo Economico con lo scopo di creare occupazione. Noi avevamo un importante progetto di sviluppo, avevamo bisogno di un grosso investitore - avevamo chiesto un significativo sforzo anche ai soci per aumentare il capitale sociale – poi abbiamo scoperto questo strumento, siamo andati a Roma e abbiamo trovato degli interlocutori molto brillanti. Ci hanno chiesto il riscontro occupazionale del nostro investimento. Il piano che abbiamo loro presentato li ha soddisfatti e così ci hanno assicurato come capitale sociale un investimento di 300mila euro che stiamo utilizzando per la nostra attività.

Un po’ di numeri aziendali?
La nostra è una pmi presente attualmente su una ventina di cantieri e con un fatturato che nel 2017 dovrebbe chiudere vicino ai 5 milioni di euro. E i nostri progetti futuri sono destinati a far crescere questi numeri.

Lavorate più con il mercato locale o anche con quello fuori Valle?
Per fortuna il mercato locale ci basta. Abbiamo qualche richiesta dalla Svizzera e dal Piemonte ma preferiamo stare vicino a casa per motivi famigliari e personali.

Nel vostro settore la parola innovazione è fondamentale immagino…  
Il nostro è un settore complesso. Noi poi ci proponiamo con un prodotto innovativo: la casa che non ha costi di riscaldamento e di manutenzione garantiti per dieci anni. Per fare questo sfruttiamo fonti rinnovabili, isolamento, pompa di calore, fotovoltaico in una combinazione che abbiamo affinato in tanti anni di ricerca. E’ vero che il mercato propone continuamente soluzioni nuove e prodotti industriali in rapidissima evoluzione per cui bisogna essere continuamente aggiornati ed avere anche un po’ il coraggio di sperimentare prodotti nuovi e risolvere problemi che si creano ogni giorno nell’utilizzare prodotti non consolidati. Fino ad ora l’abbiamo fatto con successo e senza creare problemi all’utente finale.

Voi avete stimolato i vostri ipotetici clienti a immaginare la casa che vorrebbero…
Noi la pensiamo molto in grande. Riteniamo che il nostro approccio all’edilizia, il nostro approccio alla casa dovrebbe essere adottato a tappeto. Abbiamo un sogno per la Valle d’Aosta – che è un territorio fantastico e con delle peculiarità uniche a livello mondiale – e cioè che tutte le case dovrebbero essere riscaldate come le nostre senza emettere gas in atmosfera e anche il trasporto e la mobilità dovrebbero essere elettriche. Il nostro sogno tra 50 anni è quello di una Valle senza o con molta poca combustione di qualunque tipo. Indubbiamente un volano potente per economia e turismo, facendoci diventare un’isola felice.

Adesso su cosa state lavorando? Progetti futuri?  
Puntiamo ad ampliare la nostra offerta di abitazioni in bioedilizia ecocompatibili, allargando il nostra raggio d’azione anche al di fuori dell’edilizia e fornire insieme all’abitazione un sistema di mobilità sostenibile, un car sharing elettrico. Ad esempio nel condominio che stiamo ultimando ad Aosta forniremo delle bici elettriche ai condomini per cercare di limitare la mobilità con motore a scoppio e ridurre la seconda o terza macchina di qualche famiglia incentivando i cittadini a fare una scelta che va nella direzione di migliorare la vita di tutti.

Un po’ nella logica dell’edileco run…
Per noi la sostenibilità ambientale e il benessere vanno di pari passo e anche la crescita economica. Se puntiamo tutti sul cambiare il nostro modello di sviluppo in maniera più sostenibile creeremo ricchezza, confort, un mondo che funziona meglio senza rinunciare a nulla

Un sogno cooperativo da realizzare?
Il sogno cooperativo in parte lo abbiamo già realizzato in quanto era un po’ utopistico pensare che tante persone riuscissero a mettersi insieme, dando ognuno il meglio di se e creando sinergie senza attriti. E’ complicato e non è che manchino i problemi. Ma siamo riusciti a farlo e remiamo tutti nella stessa direzione. Il sogno è di continuare così.

13 novembre 2017

#Delibere di Giunta - Segnalazioni per le imprese (412) - #Mutui

AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI

Monitoraggio e gestione delle emergenze fitosanitarie
Nell'ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2014/20 (FESR), la Giunta regionale, in sinergia tra la Presidenza della Regione e l’Assessorato dell’Agricoltura e risorse naturali, ha approvato la proposta progettuale Linee guida per il monitoraggio e la gestione delle emergenze fitosanitarie nelle foreste delle Alpi centro-occidentali, per un importo complessivo di 1 milione 50 mila euro, di cui 840 mila euro a carico del FESR e 210 mila euro a carico delle contropartite pubbliche nazionali. La quota di competenza della Regione autonoma Valle d’Aosta ammonta a 720 mila euro di cui euro 612 mila a carico del FESR e 108 mila euro a carico del Fondo di rotazione statale. La proposta progettuale ha l’obiettivo di affrontare in modo sinergico, sfruttando le competenze e le esperienze transfrontaliere, alcune tra le principali emergenze fitosanitarie presentatesi negli ultimi anni nelle foreste delle Alpi centro-occidentali, attraverso interventi che riguarderanno, in particolare, la progettazione e la realizzazione di una rete di monitoraggio relativa alle principali emergenze fitosanitarie in Valle d’Aosta e nel Cantone dei Grigioni, lo scambio di esperienze tra partner relativamente alle modalità di monitoraggio, ricerca e lotta contro le emergenze fitosanitarie, l’attività di comunicazione e divulgazione finalizzate alla partecipazione diretta della cittadinanza nelle operazioni di monitoraggio fitosanitario sul territorio, anche mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie, la realizzazione di cantieri di sperimentazione e dimostrativi di interventi di contenimento delle emergenze e/o l’analisi dei risultati di interventi già eseguiti in passato e la realizzazione di linee guida per la gestione delle emergenze fitosanitarie nel contesto alpino.



OPERE PUBBLICHE, DIFESA DEL SUOLO E EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Domande di mutuo
La Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, ha stabilito in 8 milioni 327 mila 773 euro l’ammontare della quota di risorse da destinare al finanziamento delle domande di mutuo presentate e ammesse a beneficio ai sensi della legge regionale 13 febbraio 2013, n. 3 Disposizioni in materia di politiche abitative e in particolare il titolo IV Fondi di rotazione per la ripresa dell’industria edilizia presentate nell’anno 2017.

Sostegno accesso abitazioni
L’Esecutivo ha deciso di indire il bando pubblico di concorso per la partecipazione al Fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione relativo all’anno 2017.

Cooperativa Forza e Luce di Aosta
Ai sensi della l.r. 11/1998, la Giunta regionale ha approvato l’accordo di programma, promosso dal Presidente della Regione, su iniziativa assunta dalla Cooperativa Forza e Luce di Aosta, per la realizzazione dell’intervento di sistemazione della viabilità nell’area prospiciente la proprietà della Cooperativa stessa, in località Saumont del comune di Aosta, autorizzando l’Assessore alle Opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica alla sottoscrizione dell’accordo. Quest’ultimo -  comportando modifica agli strumenti urbanistici comunali vigenti -  è stato ratificato dal Consiglio comunale di Aosta il 25 ottobre scorso e, successivamente alla sua sottoscrizione, verrà adottato con decreto del Presidente della Regione. Contestualmente, la Giunta ha autorizzato l’esecuzione, da parte della Cooperativa Forza e Luce di Aosta, dei lavori oggetto dell’accordo di programma sulla base delle valutazioni tecniche condotte dal Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio e del riconoscimento dell’esigenza di salvaguardare importanti interessi economici e sociali presenti sul territorio regionale.

10 novembre 2017

Ten years with a blog

Carissimi visitatori di ImpresaVda,
oggi il blog festeggia 10 anni.

Tutto è iniziato infatti il 10 novembre con un post alle 23,05 dedicato a Federico Jacquin, seguito da un altro su Costantino Charrère alle 23,57.  Si tratta in entrambi i casi di articoli pubblicati sul Corriere della Valle: il primo il 22 marzo e il secondo il 29 dello stesso anno.

Avevo iniziato con il Corriere un viaggio tra gli imprenditori della Valle e volevo allargarne la visibilità. Contemporaneamente ero intrigato dall'idea di testare le mie capacità sul fronte della comunicazione online. Il blog si è rivelato uno strumento utile su entrambi i versanti. Sono nati libri, programmi televisivi, lezioni universitarie, una trasmissione radiofonica su Radio Proposta in Blu già a partire dal 2009. Inoltre ho fatto crescere la mia presenza sui social.

Non do giudizi sul lavoro fatto. Questi spettano ad altri. Posso però dire che il blog è stata una bella finestra di visibilità personale e per il Corriere della Valle.

E ora?

Mi ispiro a Lucio Dalla:

"Il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando...".


9 novembre 2017

Venerdì 10 novembre Carlo Marchesini (#Bourgeondevie) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 10 novembre, alle 9,35, sesta  puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. L'ospite sarà Carlo Marchesini della Cooperativa Le Bourgeon de vie.  

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Davide Trapani  della Cooperativa edilizia Edileco, mentre su quello della prossima quella a Riccardo Jacquemod, delegato di Federsolidarietà.

Ai link sottostanti trovi i podcast delle due puntate precedenti. Buon ascolto.

Davide Trapani
Riccardo Jaqcquemod

Domani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

8 novembre 2017

Danilo Grivon (#FromagerieHautValdAyas): «Siamo in crescita costante da 15 anni»

La cantina

Questa settimana abbiamo intervistato Danilo Grivon, dal 2006 alla guida della Fromagerie Haut Val d’Ayas di Brusson.  

La cooperativa nasce nel 2002 lei inizia ad occuparsene nel 2006 dopo un passato nel settore sviluppo e marketing di Barilla, Colussi e Saclà. A oltre dieci anni di distanza la sua sembrerebbe essere stata una felice scelta di vita…
Felice certamente per quanto mi riguarda. Sicuramente una scelta che sul piano professionale magari paga pegno a carriere di altro tipo però la possibilità di occuparsi di una azienda sul territorio con tutte le sue sfaccettature e importanze che può avere il territorio stesso è fonte di soddisfazione

Quali sono state le tappe più importanti dal punto di vista aziendale?
Ormai sono 15 anni di vita aziendale. E’ stato un progressivo consolidamento sia dimensionale in termini di fatturato e di sviluppo sul mercato nazionale ed estero. Tappe significative riguardano l’entrata nel mondo del biologico, scelta condivisa dai soci all’inizio dell’attività della Fromagerie. Oltre ad un’altra serie die venti molto importanti che per me sono stati la costruzione del nuovo magazzino di stagionatura, investimenti sulla struttura e quindi crescite legate a continui investimenti per raggiungere una dimensione sufficientemente grande per stare sul mercato.
Il caseificio


La gestione del caseificio non è un business facile…
Il settore non è particolarmente profittevole. Un imprenditore per metterci soldi in questo settore ci deve pensare molte volte prima di farlo. I margini sono molto risicati, la competizione è molto forte, le tensioni sui mercati e le attività promozionali estremamente forti. Effettivamente non è un mercato facile.

Eravate partiti puntando sul bio…
Il bio è un mercato per noi importante anche perché siamo tra i pochi player a livello nazionale nel settore del formaggio e in particolare con la fontina dop biologica siamo l’unico produttore significativo. In termini di fatturato cresce anno su anno con tassi non elevatissimi ma continui. Se si va a vedere anche sul piano del mercato nel suo complesso è uno dei pochi ambiti in cui si registra un più e non un meno, quindi di fatto è stata una scelta vincenti per certi versi e comunque distintiva rispetto al nostro mercato di riferimento. Di conseguenza una scelta importante.

Diamo un po’ di numeri aziendali: quanti siete e quanto producete?    
In questi anni siamo cresciuti sia livello produttivo in quanto lavoriamo circa due milioni e mezzo di chili di latte all’anno, anche grazie all’acquisizione di qualche nuovo fornitore, sviluppiamo un fatturato superiore ai 3,3 milioni l’anno, dato in continua crescita da quando siamo nati quando fatturavano circa 1,3 milioni, diamo un’occupazione diretta ad una quindicina di persone e siamo presenti sul mercato nazionale e su una dozzina di paesi esteri.
Mucche al pascolo


Quanto pesa l’export?
Circa 7-8%. Limite significativo anche se tra gli obiettivi che abbiamo c’è proprio quello di crescere su questo segmento di mercato che al di là del peso sul fatturato rappresenta un settore un po’ più profittevole rispetto al mercato un po’ asfittico nazionale.

Come commercializzate i vostri prodotti?
Inizialmente abbiamo cercato i contatti con i mercati esteri. E questo è avvenuto con la partecipazione a diverse fiere, estere oltre che nazionali. Le fiere più importanti del settore dalla Nuga al Cibus. Adesso per farci conoscere esistono anche latri strumenti, ad esempio il web, stiamo cercando di investire in questa direzione anche con un’attività di e-commerce attraverso il nostro sito che sta cominciando a dare i primi risultati. Stare sul web è per noi diventato un modo per fare conoscere l’azienda dopodiché la vendita avviene anche attraverso uno spaccio aziendale che funziona molto bene con la possibilità di accogliere visite guidate. Una vendita sul mercato locale piuttosto limitata dopodichè ci proponiamo  a livello nazionale e estero.

Guardando all’ultimo anno più soddisfazioni o più difficoltà?  
Le difficoltà sono il pane quotidiano di ogni azienda. Tuttavia ritengo che in termini di risultato economico e andamento aziendale sarà un anno soddisfacente.

Possiamo dire che le difficoltà rendono più belle le soddisfazioni?
Ecco, diciamo che la vita in azienda è questo…

Futuri progetti da segnalare?
Prima di tutto sergnalerei uno sviluppo interno che punta ad un miglioramento continuo della qualità dei prodotti e la ricerca anche di prodotti più innovativi e nella formulazione o nella proposta di packaging.
Il punto vendita


Un esempio?
Non è un prodotto innovativo ma che è un prodotto che ci caratterizza. Noi siamo l’unico produttore valdostano di fromadzo Dop certificato, un Dop minore, meno conosciuto della fontina, ma su cui noi abbiamo investito e abbiamo continuato a lavorare in questi anni e comincia a darci soddisfazione in quanto sempre di più inizia ad essere identificato il nostro territorio come il territorio d’élite per questo tipo di produzione. Allargando invece il ragionamento vorrei evidenziare un’iniziativa nostra di fromagerie e di altri cinque colleghi del settore agroalimentare che ha portato alla costituzione della prima rete di impresa in Valle d’Aosta, cioè un raggruppamento strutturato di sei aziende nel comparto alimentare, non concorrenti tra di loro, in modo da unire le forze con l’obiettivo di aumentare la nostra massa critica sui mercati europei ed extraeuropei.

Quali aziende ne fanno parte oltre a voi?
Maison Bertolin con i suoi salumi che è la capoguida del raggruppamento poi Alpenzu con la sua fonduta e le sue marmellatte, Alpe con i liquori, la Tegoleria valdostana per i dolci e la Caves des Onze Communes per i vini.

Un sogno cooperativo da realizzare?
Mi auguro che l’iniziativa cooperativistica possa continuare anche tra i giovani, sia all’interno delle cooperative che esistono già sia costituendone delle nuove, perché penso che possa essere una forma di impresa con dei vantaggi in quanto mette attorno al tavolo teste e pensieri diversi e nei momenti di difficoltà questa forma di associazione può essere vincente. 

#Coldiretti: sulle #pensioni serve deroga per lavori agricoli


Il lavoro nei campi ha tutte le caratteristiche per rientrare tra le attività usuranti da esentare dall'adeguamento automatico dell'età pensionabile all'aspettativa di vita.
E' quanto afferma Coldiretti Valle d'Aosta in riferimento alla revisione della lista dei lavori usuranti per i quali sarà riconosciuto il congelamento dell'aumento dell'età pensionabile. «L'estensione alla categoria degli operai agricoli dell'ipotesi di anticipo pensionistico da riconoscere quali soggetti che svolgono lavori usuranti, - spiega in una nota Coldiretti - non può che trovare l'appoggio dell'intero sistema agricolo ma deve naturalmente ricomprendere – sottolinea sempre Coldiretti Valle d'Aosta - i lavoratori autonomi agricoli, ovvero i coltivatori diretti, che svolgono i medesimi lavori».


«Una spinta - si legge ancora nella nota - per il ricambio generazionale in un settore dove si assiste ad una crescente domanda di lavoro da parte di giovani ma anche una necessità per ridurre, con nuove energie, l'impatto degli infortuni sul lavoro in agricoltura dove hanno una incidenza più elevata rispetto agli altri settori».
 

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